$this->setGenerator(null); Per tornare a crescere basta improvvisazione e degrado
 

 

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foto samsara - presa da viaggiuniversitari.it

Provate in questi giorni a fare due passi tra le vie di Corso Roma a Gallipoli. Marciapiedi stranamente poco affollati, tavolini dei bar semideserti, strade che durante i giorni feriali si svuotano già intorno alla mezzanotte. Un’ inusuale tranquillità per noi indigeni del luogo, abituati negli anni a (sopra)vivere tra l’agostana folla vacanziera che assedia puntualmente la “perla dello Jonio”.

Gli animi sono in fibrillazione. La paura è tanta. E i dati che si leggono non possono, allora, che destare preoccupazione: la crescita esponenziale a cui il turismo gallipolino ci aveva abituato, quest’anno non continuerà. Anzi, si registrerebbe un crollo tra il 40 e 60% dei flussi turistici rispetto alla scorsa stagione. Un calo che naturalmente porta ad attente e accurate riflessioni.

Innanzitutto vanno analizzati i motivi. Come mai questa drammatica inversione di tendenza? La chiusura delle regine della nightlife jonica, il Parco Gondar e Le Cave, hanno drasticamente ridotto la presenza di grandi dj internazionali nei cartelloni estivi e, conseguentemente, le prenotazioni dei giovani in cerca di divertimento sfrenato e vita oltre il tramonto. Il target di riferimento viene meno e quindi anche quel turismo di massa under 30 che aveva incoronato Gallipoli come la “regina dell’estate” negli scorsi anni. Nota positiva: ai “runner” sul lungomare Galilei, quest’anno risulta molto più facile godersi il sole al tramonto senza il timore di pestare sul ciglio della strada qualche cocktail abbandonato o qualche chiazza di vomito.

L’analisi del calo prosegue e passa necessariamente da un importante distinguo. Bisogna, infatti, dividere tra alberghi e strutture recettizie regolari da garage, terrazzini e monolocali diventati improvvisamente ostelli. Perché, secondo i dati di Federalberghi Puglia, i primi anche quest’anno hanno registrato il tutto esaurito nel mese di Agosto mentre coloro che hanno scelto la via dello squallido abusivismo sono stati colpiti ferocemente dal crollo delle presenze. Francesco Caizzi, presidente della Federalberghi Puglia, è chiaro a riguardo: “Si registra un calo degli arrivi -spiega in un’ intervista a Lecce Sette- soprattutto dei frequentatori della movida di Gallipoli […] Ci si era illusi di essere la nuova Ibiza senza aver lavorato né programmato un modello da capitale del divertimento che funzioni, che rispetti le regole e che non sia solo speculazione mordi e fuggi fatta da improvvisati “imprenditori”, supportati da grandi piattaforme web tipo Airbnb, capaci solo di affittare garage, balconi e terrazzini in nero per l’80% dei casi”. “La crisi è inversamente proporzionale alla qualità dell’offerta” afferma Giuseppe Coppola che segue la linea del presidente Caizzi. In una sua dichiarazione il 1 Agosto al Nuovo Quotidiano di Puglia, il presidente della Sezione Turismo di Confindustria Lecce spiega: “Il successo degli ultimi anni è stato la sommatoria di alcune singole iniziative con risultati importanti ma nel complesso non si è capitalizzato, è mancato un disegno ed è bastato il venir meno di un elemento per far crollare il castello di sabbia su cui si era fondato il tutto. Specialmente nel segmento del turismo dei giovani”

Improvvisazione, abusi, mancata programmazione. Crepe che nel corso degli anni hanno ingrandito una falla che oggi non può più essere ignorata. Un turismo che attraeva negli scorsi anni 500mila presenze ufficiali che diventavano oltre un milione e mezzo secondo i dati dei rifiuti raccolti, non poteva pensare di reggere il suo sviluppo in quel modo. Adesso c’è bisogno di programmazione, di collaborazione stretta tra associazioni del settore e pubblica amministrazione, per poter far crescere in modo intelligente una prospettiva di rilancio per questo territorio. Che oggi può pensare al turismo come traino per l’economia locale. Ovviamente nel rispetto dei luoghi e delle bellezze paesaggistiche. Perché se la mancanza di serate sulla spiaggia fa piangere gli imprenditori, di certo gli abitanti ed i vacanzieri non rimpiangono il contorno che si era creato intorno alla movida. Basta degrado sulle spiagge e spaccio nei locali. Basta set di Youporn tra le dune e bivacchi in ogni luogo. Non si parla di ostilità, ma di semplice rispetto verso una terra che oltre allo sballo può offrire molto altro. Che questa stagione sottotono possa essere vista come tappa di riflessione. Per fare ammenda degli errori commessi e per inaugurare un nuovo ciclo. Capire che la promozione non passa solo dalle inserzioni su Facebook e dalle offerte scontatissime su Tripadvisor e Booking. Ma anche da una gestione virtuosa e responsabile.

 
 

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