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Addio "Sommo Drammaturgo"

Dario Fo, premio nobel per la letteratura, è deceduto nella notte. Aveva 90 anni ed era ricoverato da 12 giorni in ospedale per problemi polmonari.

Regista, scrittore, attore, scenografo, attivista politico e pittore... famoso in tutto il mondo per i suoi testi teatrali ricchi di satira politica e sociale e per l'impegno politico di sinistra insieme alla moglie e compagna di una vita Franca Rame, venuta a mancare anche lei tre anni fa. 

Il suo ultimo lavoro letterario era stato presentato il 20 settembre l’opera dal titolo “Darwin ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?” era completata dalle tavole illustrate dello stesso Fo. In quell’occasione il premio Nobel aveva parlato di creazionismo: “Più si va avanti più sballa ogni cosa“, aveva detto a ilfattoquotidiano.it. “Non è vero che eravamo bianchi di pelle, siamo nati molti secoli prima, in piena Africa, e naturalmente eravamo neri. Adamo ed Eva erano neri e soprattutto Dio, essendo il padre, è a sua volta nero”.

Dario Fo nasce il 24 marzo del 1926 a San Giano, presso il Lago Maggiore in provincia di Varese da Felice e Pina Rota. Il ragazzo cresce alla scuola della narratività non ufficiale, ascoltando i maestri soffiatori di vetro e pescatori del lago, che nelle osterie, nel porto e nelle piazze del paese raccontavano favole paradossali e grottesche, della tradizione orale dei "fabulatori", nelle quali già affiorava una pungente satira politica. Nel 1940 va a Milano per studiare all'Accademia di Brera. In seguito (dopo la guerra) si iscrive ad Architettura al Politecnico.

Durante la guerra, Dario, richiamato sotto le armi nella Repubblica di Salò, riesce a fuggire e trascorre gli ultimi mesi prima della liberazione nascosto in un sottotetto. 

Nell'estate del 1950 si presenta all’attore Franco Parenti con un testo sulla storia di Caino e Abele, “Poer nano” e l’attore invita Fo a far parte della sua Compagnia ed è qui che Dario incontra Franca.
Durante il periodo di prove dello spettacolo una sera lei lo blocca dietro le quinte del teatro e gli stampa un gran bacio sulla bocca. I due non si lasceranno più. 

I problemi con la censura della coppia iniziano subito, l’allora ministro dello spettacolo è Giulio Andreotti.
Pur di mandare all’aria la tournèe de “Il dito nell’occhio”, nel 1953, vengono affissi sulle porte delle chiese dei cartelli dove si invitano i fedeli a non andare a teatro.

Il 24 giugno Franca e Dario si sposano nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano con tanto di cerimonia solenne e canti gregoriani. Nel 1956 nasce così la “Compagnia Fo-Rame" di cui Dario è autore, attore, regista, scenografo e costumista.
Franca è la principale collaboratrice e interprete dei testi di Fo e inoltre si accolla il compito di organizzatrice dell’impresa e memoria storica.

Nel 1959 con “Gli arcangeli non giocano a flipper” la compagnia Fo-Rame è in testa agli incassi teatrali italiani e riceve 192 denunce per non aver rispettato i tagli effettuati dalla censura. La commedia sarà rappresentata in tutta Europa.


Visto il grande successo teatrale e televisivo nel 1962 viene affidata alla coppia Rame-Fo la conduzione di Canzonissima,  lo show del sabato sera, la trasmissione più importante della televisione italiana.
L’11 ottobre va in onda la prima puntata. Gli sketch di Fo diventano un caso nazionale, per la prima volta in televisione si odono pronunciare parole come "morti bianche", "serrata", "sciopero", "mafia".

E’ il 1968, dopo l'invasione russa della Cecoslovacchia, Dario Fo rifiuta di concedere l'autorizzazione a rappresentare i suoi testi a Praga e nell’intera nazione. Inoltre, blocca la messa in scena de "La Signora è da buttare!" e altre sue opere teatrali in Unione Sovietica per le manipolazioni censorie inaccettabili, proposte dai dirigenti culturali sovietici. 

Durante l’estate Dario e Franca sciolgono la loro compagnia, rinunciano al circuito dei teatri “ufficiali” e fondano l'Associazione Nuova Scena che gira l'Italia recitando in locali come Case del popolo, palazzetti dello sport, cinema, bocciodromi, piazze. E' la prima volta che si organizzano spettacoli in strutture che non fossero teatri. Non esistevano service che noleggiassero palchi e impianti luce e fonici e quindi Dario e Franca costruiscono un palcoscenico smontabile su due piani con torrette per i riflettori. Girano con due camion e i circoli Arci che organizzano gli spettacoli si impegnano a fornire l'aiuto di venti persone per montare e smontare il palcoscenico. 

A causa di alcune critiche alla sinistra, la censura arriva anche dalla dirigenza del Partito Comunista Italiano e decine di serate vengono annullate dagli organizzatori.

Franca, indignata, riconsegna a Enrico Berlinguer, segretario del PCI, la sua tessera (Dario non si era mai iscritto).

Durante l’estate del 1969 Dario Fo approfondisce la sua ricerca sui Vangeli apocrifi, nasce così “Mistero buffo”. È lo spettacolo che più di ogni altro renderà Dario Fo famoso nel mondo, (oltre 5000 repliche). Tradotto in decine di lingue viene rappresentato da centinaia di compagnie in tutto il mondo. ‘Mistero Buffo‘: una ‘giullarata’ portata in scena per la prima volta nel 1969, nella quale Fo recitava in grammelot, ossia un linguaggio teatrale che si rifà alle improvvisazioni giullaresche e che è costituito da suoni che imitano il ritmo e l’intonazione di uno o più idiomi reali con intenti parodici. Nel caso di ‘Mistero Buffo’ si trattava della mescolanza di vari dialetti della Pianura Padana. Con quest'opera vince il Nobel per la letteratura nel 1997, con la motivazione: «perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi».

Tanti altri successi nel corso degli anni, tante altre storie raccontate... Dalla fine degli anni Novanta si è molto impegnato nella critica di Silvio Berlusconi, sul quale ha scritto le opere satiriche Ubu rois, Ubu bas e L’Anomalo Bicefalo, l’ultima insieme a Rame che interpretava Veronica Lario mentre Fo Berlusconi.

Il premier Matteo Renzi venuto a conoscenza della morte ha dichiarato: "Con Dario Fo l'Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l'eredità di un grande italiano nel mondo". 

[bt_quote style="default" width="0"]La vita è una meravigliosa occasione fugace da acciuffare al volo tuffandosi dentro in allegra libertà.[/bt_quote]

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