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Tre Napoletane nel Salento

La redazione di Scenari oggi vi racconta la storia di un viaggio, una Napoletana (la nostra corrispondente Pina) arriva nel Salento e ne rimane cosi affascinata da scriverci, perché il Salento è una terra di emozioni, che noi e la nostra terra le abbiamo lasciato nel cuore, proprio come lei è rimasta nel nostro...

Un breve viaggio con le emozioni di una vita. Quello sognato ma senza speranze. Quello offerto con il cuore. Scritto in una frase di un messaggio che parla d'altro. Quello che progetti in poco tempo. Quello che ti mette ansia perche hai paura che nello spazio dell'attesa , tra il sogno offerto e la reale possibilità di realizzazione, possa capitare qualcosa e che tutto si trasformi in delusione, in quello che poteva essere e non è stato, in quello che si poteva fare e non è stato fatto.

Invece eravamo li. Stipate nella mia Panda, dove tra le valigie di un mese per un viaggio di quattro giorni, c'eravamo noi e l'odore dei rustici appena sfornati. Lo sto scrivendo l'articolo non preoccuparti. Almeno ci provo. Ma vorrei toccare e descriverti i luoghi dell'anima oltre che dei posti che conoscevi solo tu e volevi mostrarmi.

Ed intanto ci troviamo qui, appollaiate nella Dina, noi tre, Annamaria, Anna ed io con le nostre valigie piene di "non si sa mai", in direzione Puglia.

Lecce è la nostra destinazione. La destinazione di un viaggio interminabile. La mia Dina è una brava macchina che, senza fatica, porta il peso di cose, persone ed emozioni.

Lecce ci accoglie tranquilla tra le sue braccia. E' accogliente, calda e morbida. Trovare la casa non è stato difficile. Per prima vedo Marco. Lo riconosco subito. Lo conosco da sempre mi dico. Al balcone tu. E ritrovarti in questa casa ad aspettarci. Mi chiedi se ti trovo diversa dalle foto. Ti rispondo "Si. Gli occhi". E ti perdi in spiegazioni di colore degli occhi, di lenti a contatto, di foto truccate e modifica di post. Io invece avrei voluto parlarti "degli sguardi arcuati....degli sguardi di lato, del sorriso incerto e accennato, di movenze tenere ed impacciate". Ma non ci sono riuscita e lo dico qui, adesso.

Il tempo di prepararci ed andiamo in giro. Con i piedi a tre metri da terra con le spiegazioni di Marco. Lecce è Marco, un bambino di cinque anni che porta Anna in un bar ad assaggiare i pasticciotti e seduto su degli scalini ci dice che gli piacciono i dolci.

Lecce è Gianpiero, il tuo amico di sempre che,in un particolare periodo, ha risposto alle mie domande.

Lecce è perdersi per strada chiacchierando. E' visitare le chiese e ascoltare una messa mentre una flebile voce intona un canto.

E' le bollicine al cervello, seduta ad un tavolo ad aspettare le bombette, mentre giro con un cucchiaio la mia coca cola zero.

Il giorno dopo è il mare. Tutti alla spiaggia di San Cataldo. La spiaggia più brutta del Salento, dicono. Invece trovo un mare stupendo.

San Cataldo è parlare per ore senza accorgersene mentre Marco dorme come un bimbo sul lettino e Annamaria ed Anna fotografano le trasparenze di un mare limpidissimo.

La Grotta della Poesia , dove la poesia è in una foto in bianco e nero e Torre dell’orso è una fetta di torta alla crepes a cui manca un pezzo. Ma io lo so dove è andato a finire!!

Poi ci sarà Santa Maria di Leuca. L'incontro dei due mari, il vento tra i capelli, le corse impregnate di timidezza per consegnare Scenari, Gallipoli con il suo porto e l'odore del fritto di pesce. Embè anche lo stomaco ha una sua poesia.

E poi Lizzanello. Il centro di questo viaggio. Da qui tutto parte. Qui tutto ritorna. Lizzanello è Macchia che mi sale in grembo e si lascia accarezzare. Macchia che mi da un morso "perche ti vuole bene" mi dici.

Così, questi giorni pieni pieni, passano in fretta. E non mi hai fatto gli auguri di compleanno!! Ma, credimi, è stato il più bel regalo di compleanno della mia vita.

Così andiamo via, noi tre, a malincuore, noi tre con la promessa (o la minaccia) che un giorno ci trasferiremo in Puglia. Si, ci crediamo mentre ce lo diciamo. Che dire allora? Che sia così!!!

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