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Le focara ... a Novoli ma no solo

[bt_quote style="default" width="0"]Come ogni anno nel salento nel mese di Gennaio molte saranno le "Focare" votive che verranno accese nei giorni di Sant'Antonio[/bt_quote].

Famosa in tutta la Puglia è ormai quella di Novoli, che si svolge dal 16 al 18 gennaio, in onore di Sant’Antonio Abate, patrono del paese.

La “festa del fuoco” è, infatti, un appuntamento che richiama migliaia di visitatori e pellegrini da ogni parte del Salento. Questa usanza ha natali lontani nel tempo, gli storici sono più o meno tutti concordi a datarla nel periodo bizantino, i motivi di questa datazione sono molteplici, come prima cosa S.Antonio Abate è uno dei santi più antichi (256 d.c.) di origine egiziana, padre fondatore dell'ordine monastico che nel periodo bizantino ha avuto grande importanza e rilevanza. Ufficialmente Sant’Antonio Abate diviene protettore di Novoli nel 1664 (vescovo dell’epoca mons. Luigi Pappacoda). Sant’Antonio è anche definito Santo del porcello, o più esattamente degli animali, perché la cultura popolare ha attribuito a questo santo, padre dell'attività eremitica, la facoltà di proteggere tutti gli animali da cortile e da stalla.

Novoli che nei tempi antichi era una cittadina principalmente agricola, riscopre i valori ormai passati in questa Tre Giorni di festa patronale  che si sviluppa e si articola in una pluralità di iniziative (riti religiosi, luminarie, mostre, sagra alimentare, concerti bandistici e di musica popolare, mercato, convegni).

La festa proprio perchè tanto articolata viene organizzata con largo anticipo e, specialmente negli ultimi anni, vede la partecipazione di molti cittadini, comitato organizzativo in testa, enti e associazioni. Ogni anno la forma della pira viene cambiata, pur mantenendo l'aspetto monumentale, fino a 90.000 fascine la compongono, e il falò viene acceso il 16 gennaio (pomeriggio della vigilia), dopo la messa e la imponente processione con la statua del santo attraverso l’esplosione di numerose batterie pirotecniche che si arrampicano lungo i crinali del falò fino in cima, con effetti molto suggestivi. E' appunto la presenza delle fascine a conferire a questo evento un sapore antico e contadino, le fascine infatti erano (e sono) composte nei campi dopo la potature delle vigne e delle viti, queste balle vengono poi portate nel paese e per poterle issare così in alto lunghe scale e vere e proprie catene umane danno esempio di grande competenza nell'arte di costruire! La struttura, infatti deve crescese in modo simmetrico, perché deve resistere al proprio peso e alle intemperie.

La fòcara arde come un enorme cero fino al giorno dopo, e fa da suggestivo scenario ai concerti, mentre negli spazi attigui i visitatori si muovono tra le attrazioni, i banchi di vendita, le esposizioni di prodotti enogastronomici, la fiera.

Anche a Nardò la focara è importante e di grande tradizione, quest'anno infatti ci sarà la 44° edizione

 
 

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